Se ne stette per un pò così, zitto, a studiarsela. Non c'era verso di trovare qualcosa di vagamente normale, in quella nuvoletta ambulante. "Cos'è, stai zitta per più di un minuto?" Alzò un sopracciglio, prendendo straordinariamente l'iniziativa in un discorso, cosa rarissima, con la piena consapevolezza che presto sarebbe diventato a senso unico.
m e n t a l wounds not healing, driving me insane.
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Ma chissà come ha smesso di parlare, che tu la inviti a farlo? esclamò qualcuno apparso dal nulla. Stan stava seduto, o meglio nascosto, su una bella poltrona blu in uno spazio vicino alla biblioteca della circolare sala comune dei Corvonero. Quella sala era davvero interessante. Era l'unica che possedeva degli armadi pieni di libri, per risaltare la dote dei Corvonero: l'intelligenza. Così il ragazzo, alto, con un fisco magro e capelli sul castano molto chiaro, osservava la scena con attenzione, fissando i suoi occhi verde smeraldo sulla ragazza che parlava solo. Fino a pochi minuti fa stava leggendo un libro alla luce del sole che veniva dalla finestra rotonda, ma dopo tutto quel rumore di voci non riusciva a continuare la lettura della "Storia, fatti e guerre di folletti e maghi". Infine aveva deciso di aiutare quel povero giovane ad uscire dalla conversazione con l'altra Corvonero.
"Uhn?" Qualcuno a criticare una sua mossa. Questo decisamente non andava. Allungò lo sguardo, cercando di capire chi avesse parlato, non avendo notato anima viva prima, e appena lo individuò gli lanciò un'occhiata torva. Punto primo, non si confuta qualsiasi cosa esca dalla bocca di Vergil, ne si commenta. Soprattutto se non ti ha mai visto in vita sua. Punto secondo, non ci si nasconde a Vergil, soprattutto se poi fai la tua entrata in scena violando il punto primo.
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Ma Stan, alla vista dell'occhiata del ragazzo, assunse un aria particolarmente tranquilla, e forse, divertita? Si alzò dalla poltrona, e si avvicinò alle altre due persone. Infine con un sorriso si sedette sul divano blu di fronte a loro. Non ti ho mai visto. Come Corvonero non frequento molto la sala comune. Mi dedico alla biblioteca. spiegò rapidamente. Era un caso molto strano che Stan stesse avviando una discussione. Di solito parlava solo con i colleghi del padre, discutendo solo di lavoro. Aspettò la risposta di Vergil, deciso a presentarsi.
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Che? Che? La ignoravano? Ma come!
"Ah, e tu? Da dove sbuchi? Com'è che ti chiami? Io dico che hai la faccia da Herbert, una volta conoscevo un tizio che si chiamava Herbert, faceva la guida turistica a Venezia, casa sua è piena di gondole in miniatura, ogni anno m'invita al Carnevale ma poi ci ripensa e dice che sembro travestita già ogni giorno, però i suoi genitori mi adorano! Infatti quelle due o tre volte che mi ha invitato in Italia da lui, sua madre stava tutto il giorno con me in casa, cucinava in continuazione, dice sempre che mi vede un po' deperita, ma credo sia una sua fissa..."
MA SI PUO' SAPERE A CHI INTERESSA? E come fa a saltare così da un discorso all'altro??
"Show me show me show me How you do that trick The one that makes me scream", she said "The one that makes me laugh", she said And threw her arms around my neck "Show me how you do it And I promise, you I promise that I'll run away with you I'll run away with you"
Spinning on that dizzy edge I kissed her face and kissed her head And dreamed of all the different ways I had To make her glow "Why are you so far away?" she said "Why won't you ever know that I'm in love with you That I'm in love with you"
You Soft and only You Lost and lonely You Strange as angels Dancing in the deepest oceans Twisting in the water You're just like a dream
Daylight licked me into shape I must have been asleep for days And moving lips to breathe her name I opened up my eyes And found myself alone alone Alone above a raging sea That stole the only girl I loved And drowned her deep inside of me
You Soft and only You Lost and lonely You Just like heaven
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Stan si mise una mano in faccia, assumendo un'aria decisamente esaurita. Perchè proprio lui doveva imbattersi in una tipa che parlava solo? Lui che odiava il rumore, e tutto ciò che lo disturbava. Alla fine stese la testa sulla poltrona, aspettando qualc'altra domanda dalla ragazza. Oltre a rispondere, non sapeva che altro fare. Stava pensando seriamente ad un incantesimo per farla zittire. Ma forse sarebbe parso un cretino. Così continuava ad ascoltare le interessanti storie vissute da quella donna.